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Guida al DDT1 ottobre 20266 min

Causale del Trasporto nel DDT: Quale Scrivere e Perché Conta

Vendita, reso, conto lavorazione, conto visione, deposito, riparazione: le causali del trasporto nel DDT, quando servono e cosa cambiano per chi riceve la merce.

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In breve

La causale del trasporto è il motivo per cui la merce viaggia: vendita, reso, conto lavorazione, conto visione, deposito, riparazione, omaggio. Non è un dato obbligatorio del DDT, ma è quello che dimostra che un'uscita di merce non è una vendita quando non lo è. Per chi riceve, la causale dice come trattare il documento: un DDT di vendita va abbinato a una fattura, un DDT di reso o di conto lavorazione no.

Causale del Trasporto nel DDT: Quale Scrivere e Perché Conta

La causale del trasporto è la riga del DDT che dice perché la merce si sta spostando. Per la maggior parte dei documenti è "vendita" e nessuno ci pensa. Diventa importante quando la merce si muove per un motivo diverso — una lavorazione, una prova, un reso — perché è la causale a dire che quel passaggio non è una vendita.

È obbligatoria?

No. Fra i dati minimi del DDT — numero, data, cedente, cessionario, trasportatore, natura qualità e quantità dei beni — la causale non c'è. L'elenco completo è in DDT, documento di trasporto.

Ma c'è un motivo per scriverla sempre: la presunzione di cessione. Per il fisco i beni che non si trovano più in azienda si presumono venduti. Se sono usciti per una lavorazione, un deposito o una prova, il DDT con la causale corretta è il documento che lo dimostra. Senza, la prova diventa molto più difficile.

Le causali più comuni

CausaleQuando si usaSegue una fattura?
VenditaCessione dei beni al clienteSì, immediata o differita
ResoRestituzione al fornitore, anche per merce non conformeNota di credito del fornitore
Conto lavorazioneInvio di materiale a un terzista che lo lavoraFattura della lavorazione, non dei beni
Reso da lavorazioneRientro dei beni lavorati dal terzistaLa lavorazione, non i beni
Conto visioneBeni inviati in prova, da restituire o acquistareSolo se il cliente li trattiene
Conto depositoBeni lasciati presso un terzo, venduti quando prelevatiAl prelievo
RiparazioneInvio in assistenzaEventualmente la riparazione
Sostituzione in garanziaBene sostitutivo di uno difettosoDi norma no
OmaggioCessione gratuitaRegole IVA specifiche sugli omaggi
Trasferimento fra sediSpostamento interno alla stessa aziendaNo

Le formule esatte cambiano da azienda ad azienda — "c/lavorazione", "conto lavoro", "invio per lavorazione" — e vanno bene tutte, purché siano chiare.

I casi in cui si sbaglia

Il reso senza riferimento. Un DDT di reso dovrebbe richiamare numero e data del DDT con cui la merce era arrivata. Senza, il fornitore non sa a quale consegna si riferisce e la nota di credito tarda — o non arriva.

Il conto lavorazione senza rientro. Il materiale esce in conto lavorazione, il terzista lo rimanda lavorato, ma il DDT di rientro dice "vendita". Dal punto di vista documentale il terzista ha venduto beni che erano tuoi.

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Il conto visione che resta. Merce in conto visione che il cliente trattiene senza che nessuno emetta fattura. Dopo un po' i beni non sono più in magazzino, non risultano venduti e non risultano resi.

Cosa cambia per chi riceve il DDT

Per chi compra la causale non è un dettaglio fiscale: dice cosa fare del documento.

  • Un DDT di vendita va abbinato a una fattura. Se a fine mese la fattura differita non lo richiama, o lo fattura per quantità diverse, è un'anomalia — trattata in fattura differita e DDT.
  • Un DDT di reso da lavorazione o di sostituzione in garanzia non deve generare un costo per i beni. Se nella fattura del fornitore compaiono quei beni, qualcosa non torna.
  • Un DDT in conto visione carica il magazzino in un modo diverso da un acquisto.

È uno dei motivi per cui leggere i DDT a mano è lento: non basta copiare le righe, bisogna capire che tipo di documento è. BolleFlow estrae dal DDT anche la causale del trasporto insieme a testata e righe, così chi controlla vede subito che tipo di documento ha davanti invece di doverlo riaprire. Se il DDT stesso è sbagliato, vedi DDT errato: cosa fare.

In sintesi

  • La causale non è obbligatoria, ma dimostra che un'uscita di merce non è una vendita.
  • Le più usate: vendita, reso, conto lavorazione, conto visione, deposito, riparazione.
  • Un reso deve richiamare il DDT originale.
  • Per chi riceve, la causale dice se il DDT va abbinato a una fattura o no.

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